Recensione Tenui Bagliori Murasaki Yamada

Nel vasto panorama del fumetto giapponese, esistono opere che, pur trattando la quotidianità, riescono a scardinare le fondamenta di una società tradizionalista e maschilista con una delicatezza disarmante. “Tenui bagliori” di Yamada Murasaki è una di queste. Pubblicata tra il 1981 e il 1984, questa raccolta di racconti brevi dipinge con una sensibilità rara la vita di Chiharu, una donna che si muove tra le mura domestiche, oscillando tra il ruolo di madre e quello di moglie, alla ricerca di un’identità che vada oltre le etichette imposte dalla società.

Chiharu vive nella periferia di Tokyo, in un appartamento che sembra diventare metafora della sua stessa esistenza: uno spazio delimitato, circoscritto, in cui il tempo sembra scorrere sempre uguale. Il marito, tipico uomo d’affari giapponese, è una presenza evanescente, un’ombra che torna a casa a orari improbabili e che tratta la moglie più come una domestica che come una compagna di vita. Le sue due figlie, Sachi e Chika, sono la sua ancora di salvezza, ma anche la fonte di un profondo tormento: più crescono, più sembrano sfuggirle di mano, lasciandola con un senso di vuoto e solitudine.

L’opera di Murasaki è un ritratto impietoso della condizione femminile nell’epoca in cui è ambientata, ma la sua forza risiede nel modo in cui la protagonista affronta questa realtà. Non ci troviamo di fronte a una ribellione fragorosa o a gesti eclatanti: la resistenza di Chiharu è fatta di piccoli atti di consapevolezza, di momenti in cui si concede di esistere al di fuori del suo ruolo di madre e moglie. Camminando da sola, anche solo per pochi istanti, si accorge di non aver dimenticato nulla a casa: è solo se stessa che per troppo tempo ha lasciato indietro.

Il tratto essenziale e delicato di Yamada Murasaki amplifica la poetica della storia. I disegni, apparentemente scarni, nascondono un’intensità emotiva che emerge nei dettagli: i volti spesso privi di connotati marcati, le scene domestiche prive di sfondi che creano un senso di spaesamento, quasi a suggerire che la casa non sia un rifugio ma una gabbia. Anche il ritmo narrativo contribuisce a questa sensazione: la ciclicità della routine domestica viene interrotta solo da piccole crepe, riflessioni interiori che si insinuano nei gesti quotidiani, fino a trasformarsi in una presa di coscienza.

Uno degli aspetti più toccanti di Tenui bagliori è il rapporto tra Chiharu e il marito. Lui non è un villain da fumetto, non è crudele o apertamente violento, ma incarna perfettamente quella mentalità che considera il ruolo della donna come scontato, subordinato, privo di diritto all’autodeterminazione. Il suo fastidio all’idea che Chiharu voglia lavorare part-time non è dovuto a una reale necessità economica, ma alla paura che lei possa emanciparsi e non dipendere più da lui. Questa dinamica è resa con una naturalezza che colpisce più di qualsiasi denuncia urlata.

Ma Chiharu non è una vittima passiva. La sua lenta, ma inesorabile, presa di coscienza la porta a voler affermare la propria individualità. Non rinnega il suo amore per le figlie, non cerca una fuga spettacolare dalla sua vita, ma si concede il diritto di esistere anche al di fuori della famiglia. Un messaggio che, a distanza di oltre quarant’anni, rimane potente e attuale. La società giapponese degli anni Ottanta è lontana, eppure le tematiche affrontate nel manga riecheggiano ancora nella realtà contemporanea di molte donne in tutto il mondo.

Tenui bagliori non è un semplice manga d’intrattenimento, ma un’opera necessaria. Con la sua narrazione intima e sommessa, riesce a scuotere il lettore senza bisogno di eccessi, mostrando con raffinata delicatezza il valore della libertà femminile e il lungo percorso che molte donne ancora oggi devono affrontare per ottenerla. Un fumetto che è al tempo stesso una denuncia e un inno alla resilienza, un’opera poetica e imprescindibile, capace di lasciare un segno indelebile nel cuore di chi la legge.


Chi è Murasaki Yamada?

Yamada Murasaki, il cui vero nome era Shiratori Mitsuko (1948-2009), è stata mangaka, saggista e poetessa. Ha esordito nel fumetto nel 1969, per poi insegnare a lungo nella prestigiosa facoltà di manga della Kyoto Seika University. Tenui bagliori (Einaudi 2024), la sua opera piú nota, è stata pubblicata per la prima volta sulla prestigiosa rivista «Garo» nei primi anni Ottanta, riscuotendo un grande successo.

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