Recensione Dirt, Skeentopolis – Giulio Rincione

Nel secondo volume della serie Dirt, edito da Tunué, Giulio Rincione ci riporta in un mondo post-apocalittico vibrante e inquietante, dove il confine tra realtà e animazione si fa sempre più sottile. L’irriverente Dirt e l’animatore Mark Gerber continuano il loro viaggio in un universo che, pur sembrando idilliaco, nasconde insidie e segreti inaspettati.

Dopo aver attraversato terre desolate segnate dalla pandemia, i due giungono a Skeentopolis, una città-stato fondata dall’influencer Darius Skeento. Qui, esseri umani e cartoni animati coesistono in una sorta di armonia apparente, ma il prezzo da pagare è altissimo: il successo e la popolarità sono le uniche valute riconosciute in questo nuovo mondo, dove i cartoni animati sono costretti a partecipare a sfide spietate per mantenere la loro esistenza.

Il cuore pulsante di Skeentopolis è Mister Magic, la prima creazione animata di Mark Gerber, e il destino di Dirt si intreccia in modo inaspettato con il suo. In un contesto dove la fama è tutto, Dirt deve affrontare una battaglia all’ultimo follower per dimostrare il valore del suo show e riconquistare la sua gloria perduta. Tuttavia, il viaggio non è solo una questione di notorietà: Dirt è tormentato da sogni inquietanti di una misteriosa ragazzina che sembra legata al suo passato, aggiungendo un ulteriore strato di complessità alla sua avventura.

Rincione crea un’atmosfera cyberpunk che riflette la nostra realtà contemporanea, affrontando temi come l’ossessione per il successo, l’influenza degli algoritmi e il ruolo dell’intelligenza artificiale nella creazione artistica. Skeentopolis diventa così un microcosmo dove la lotta per la sopravvivenza è inestricabilmente legata alla capacità di intrattenere e affascinare il pubblico, sollevando interrogativi profondi sul valore dell’arte in un’epoca dominata dall’effimero.

Il protagonista è un personaggio carismatico e complesso, una sorta di Roger Rabbit cinico e disilluso. La sua lingua tagliente e il suo humor nero rendono ogni pagina un’esperienza travolgente. Rincione gioca abilmente con riferimenti alla cultura pop e all’animazione, reinterpretando icone come Betty Boop e Jinx di “Arcane” in modi sorprendenti, creando uno scontro tra il classico e il moderno senza cadere nel nostalgismo.

In Dirt: Skeentopolis, Rincione riesce a tessere una narrazione che è tanto divertente quanto riflessiva. La combinazione di elementi comici e tematiche più serie rende questo volume un’esperienza di lettura emozionante, capace di intrattenere e far riflettere. Con una prosa incisiva e una trama avvincente, il secondo capitolo della saga di Dirt non solo intriga, ma invita anche a considerare il futuro della nostra società e dell’arte che consumiamo.

Le tavole del graphic novel sono un vero e proprio spettacolo visivo. Ogni pagina è un tripudio di colori e dettagli, dove le atmosfere si alternano con maestria tra scene di profonda introspezione e momenti di pura esplosione comica. Rincione gioca con le proporzioni, creando personaggi caricaturali che riflettono l’assurdità del loro mondo, mentre il tratto nervoso e incisivo riesce a trasmettere l’energia e la frenesia di Skeentopolis, una città-stato fondata da Darius Skeento, un ex influencer che ha trasformato il successo in una nuova forma di schiavitù.

Il contrasto tra l’apparente armonia tra esseri umani e cartoni animati e la realtà di una competizione spietata è sottolineato da un uso sapiente delle ombre e delle luci nei disegni. I personaggi, tra cui il carismatico Dirt e la sua nemesi Mister Magic, sono resi con espressioni vivide che catturano ogni sfumatura emotiva, dai momenti di gioia a quelli di profonda angoscia. La tavola in cui Dirt affronta il suo passato, incrociando il destino di una misteriosa ragazzina, è particolarmente toccante, rivelando la vulnerabilità di un personaggio che sembra immune alla dimenticanza, ma che porta con sé il peso di una storia non ancora risolta.

Dirt: Skeentopolis è molto più di un semplice fumetto: è un viaggio visivo e narrativo che mescola ironia tagliente, critica sociale e un’estetica irresistibile. Con una trama avvincente e tavole che esplodono di energia, Giulio Rincione ci regala un secondo volume capace di far riflettere e divertire allo stesso tempo. Se amate le storie che osano sfidare le convenzioni, che giocano con la cultura pop e che mettono in discussione il mondo dell’intrattenimento moderno, questa saga è una lettura imprescindibile. Dopo questo capitolo ricco di colpi di scena e suggestioni visive, non vedo l’ora di scoprire cosa ci riserverà il terzo volume!



Si ringrazia sentitamente la casa editrice per averci fornito la copia ARC per questa recensione

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