
Quando ho appreso dell’uscita di L’albero nudo durante il Lucca Comics & Games 2024, sono stato estasiato e felice. Keum Suk Gendry-Kim è una delle mie autrici preferite, e sapere che stava per tornare nel panorama letterario italiano con un’opera così attesa era una notizia che non potevo perdere. Questo graphic novel, basato sull’omonimo romanzo di Park Wan-seo, prometteva di offrire una reinterpretazione fresca e coinvolgente di un classico della letteratura coreana. La sua uscita, avvenuta il 18 ottobre 2024 in casa Bao Publishing, ha coinciso con la presenza dell’autrice al celebre evento, un momento che ha reso l’attesa ancora più elettrizzante.
Keum Suk Gendry-Kim ha saputo catturare l’essenza del romanzo originale, mantenendo intatto lo spirito della narrazione mentre lo arricchisce con il suo stile artistico distintivo. La storia si svolge a Seoul durante la guerra di Corea, un conflitto devastante che ha segnato un’epoca. Al centro della trama vi è l’incontro di due anime in cerca di speranza e significato in un contesto di violenza e distruzione. L’autrice intesse una narrazione che esplora non solo l’amore, ma anche il potere salvifico dell’arte, un tema che risuona profondamente in un contesto di crisi e sofferenza.

La forza di L’albero nudo risiede nella sua capacità di raccontare il tormento e la resilienza dei protagonisti con una delicatezza sorprendente. La guerra diventa un palcoscenico dove si svolge non solo una storia d’amore, ma anche un intenso percorso di crescita personale e artistica. Ogni pagina è un invito a riflettere su come la bellezza possa emergere anche dai momenti più bui, rendendo il racconto un romanzo di formazione che invita il lettore a esplorare la natura umana in tutte le sue sfaccettature.
Uno degli aspetti più affascinanti dell’opera è il tratto sporco e evocativo di Gendry-Kim. Le sue illustrazioni, caratterizzate da un’evidente spontaneità, riescono a trasmettere emozioni profonde, quasi palpabili. La scelta di uno stile visivo non perfetto, con linee incostanti e texture ricche, crea un’atmosfera di autenticità che riesce a coinvolgere il lettore in modo straordinario. Ogni disegno sembra pulsare di vita, raccontando non solo la storia, ma anche le emozioni e i pensieri non espressi dei personaggi. Questo approccio visivo conferisce all’opera una dimensione quasi poetica, trasformando ogni vignetta in un’opera d’arte.

Nella sua postfazione, l’autrice riflette sul dolore e sulla sofferenza che ha accompagnato la creazione di questa opera, sottolineando come ogni tratto sia stato ispirato dalla sua volontà di dare voce a coloro che hanno vissuto la guerra. “Mentre disegnavo, ho avvertito l’intenso dolore delle persone che hanno vissuto la guerra e mi sono sentita grata di poter reinterpretare questa preziosa opera,” . Questa frase riassume perfettamente l’essenza del suo lavoro: un desiderio di creare un legame tra il passato e il presente, rielaborando la narrazione con una sensibilità contemporanea.
L’albero nudo non è solo un graphic novel, ma un viaggio emozionale che invita il lettore a riflettere sulla propria umanità. Keum Suk Gendry-Kim riesce a trasformare un’opera del passato in un racconto vibrante e attuale, dimostrando che, quando l’arte è autentica, può davvero brillare attraverso le generazioni. Non perdete l’occasione di scoprire questa gemma che promette di toccare il cuore e l’anima di chiunque si avventuri tra le sue pagine.
Chi è Keum Suk Gendry-Kim?
Keum Suk Gendry-Kim è nata a Goheung, nella provincia di Jeolla, nella Corea del Sud. Nel 2012, dopo anni di pubblicazioni indipendenti, viene notata dalla Casa editrice Sarbacane, per la quale pubblica Le chant de mon père. A questo graphic novel ne seguono tanti altri, tra cui Jiseul, Kogaeyi, The Baby Hanyeo Okrang Goes to Dokdo, A day with my grandpa e My Mother Kang Geumsun. I suoi lavori le sono valsi diversi riconoscimenti, tra cui il Best Creative Manga Award e numerose mostre in tutta Europa. Nel 2018 realizza il graphic novel Le Malerbe, basato sulla testimonianza diretta di una sopravvissuta al dramma delle comfort women coreane, portato in Italia nel 2019 da BAO Publishing. In seguito, nel 2021 viene pubblicato in Italia Jun, sul difficile rapporto tra la società coreana e l’autismo.
Si ringrazia sentitamente la casa editrice per averci fornito la copia ARC per questa recensione