Il nostro primo ospite è Nicolò Pellizzon con la trilogia di Haxa, edito Bao Publishing. Haxa è un vero e proprio fenomeno.
Perché chiamarlo fenomeno?
Beh in pochissimo tempo Haxa si è distinto dagli altri titoli per la sua enorme originalità, il suo impeccabile stile e per la complessità delle tematiche affrontate.
Un titolo inaspettato che ha fatto parlare di sé in pochissimo tempo. Haxa è sulla bocca di tutti, chiunque sta amando il mondo di Sophia, Claire e Aiko.
Abbiamo già affrontato minuziosamente ogni singolo dettaglio di Haxa (cliccaci sopra per leggere l’articolo) e di questa sorprendente trilogia.
L’abbiamo amato, l’abbiamo adorato alla follia e ci sembrava più che doveroso fare quattro chiacchiere con lui.
Come è nato il progetto Haxa?
Cosa ti ha spinto a creare questa storia?
Poco prima di iniziare a lavorarci mi sono reso conto che tutti i libri (o film o musica) scolpiti nitidamente nella mia mente e che mi avevano influenzato nella vita, li ho scoperti quando non avevo più di diciotto anni. O comunque, un po’ come tutti, molto presto. Quando ho preso i primi appunti sulla saga avevo in mente due cose: quello che avrei voluto leggere prima di quell’età, e che cosa avrei voluto disegnare, sempre a quell’ età.
Il fatto di essere lontano da quei tempi mi ha dato la consapevolezza necessaria per renderlo interessante anche per il me (noi?) di oggi.
Tutte le protagoniste hanno una fortissima personalità. Qual è la tua preferita?
Qual è il personaggio che più ti ha emozionato e (nel caso) più deluso?
La mia preferita è Aiko, perché si innamora sempre per caso o per secondi fini, quindi probabilmente è più sincera della maggior parte delle persone che si innamorano. Ma anche perché ha scavato il suo posto nel mondo con le unghie. È anche troppo affascinata da quello che può fare con il suo grandissimo potere, piuttosto pazza e molto curiosa. Tre grandi qualità.
Claire è la compagna di avventure perfetta, le si vuole benissimo da subito ed è amica di tutti. Proprio per questo è anche quella destinata a deludere sempre le persone che le stanno più vicino (fa male anche solo a sentir parlare delle delusioni che vengono da lei, come quando ti deludono i veri amici).
Sophia invece mi emoziona più di tutti. È quella che ha fatto più strada, prima aveva paura di sé stessa e di quello che aveva attorno. Per sopravvivere avvia un processo di indurimento radicale orientato alla violenza. Ma resta sempre qualcosa di luminoso dentro di lei. Alla fine di Haxa si confronta con i maghi più potenti del mondo.
In Haxa ho notato molti riferimenti alla cultura “nerd” e nipponica.
Durante tutto il percorso lavorativo e personale, quali sono state le tue influenze?
Cosa ti ha condizionato maggiormente?
Rumiko Takahashi per il modo di vedere la realtà e gli elementi sovrannaturali è stata la mia influenza principale. Ma le protagoniste di Haxa sono delle guerriere sailor scappate di casa a tutti gli effetti. Lo stesso modo di disegnare i corpi del libro – simili nella forma ma diversi nelle caratteristiche – analizzandolo a posteriori, viene sicuramente da Sailor moon.
L’Ars Goetia che come l’Alchimia esiste veramente nella storia delle discipline magiche, si è prestata a uno scambio “sacrilego” diventando l’arte di evocare creature da altre dimensioni. Che sono assolutamente dei pokemon alcune si evolvono pure.
E anche Final Fantasy, non solo per le copertine ma anche perché negli episodi a cui ho giocato ricordo che i personaggi anche se finisce che a volte salvano il mondo, all’inizio sono persone qualunque, in modo molto giapponese di far sentire a proprio agio il giocatore.
Alla fine anche nelle influenze ho seguito quelle che erano le passioni e le cose che avrebbe voluto disegnare il giovane me.
Oltre ad avere una storia a dir poco allucinante (e ti ringrazio per aver creato questo universo fantastico), Haxa affronta anche la problematica dell’accettazione da parte della società, la paura del diverso e anche l’importanza del proprio orientamento sessuale.
Seppur è ambientato nel futuro, le tematiche sono a dir poco attuali.
Consiglieresti il titolo a chi, magari, vuole capire qual è il suo posto nel mondo?
Trovi anche tu che possa essere una lettura valida per imparare a capire di più se stessi?
Penso che Haxa possa aiutare a capire di più noi stessi, nella misura in cui dice chiaramente che non ci sono eroi, che tutti possiamo essere pericolosi e che nonostante il mondo sia grande e infinito al di sopra di noi, sono le nostre azioni a costituirne il destino, per quanto in una milionesima frazione.
Haxa non è una storia in cui la protagonista salva tutti, anche se può avere una posizione in un sistema profetico, questo non è centrale per la sua storia personale e la sua influenza è minima. Sophia fa il meglio che può con quello che ha, tanto che il destino degli altri non è assolutamente tra le sue priorità. Segue qualcosa che non sa bene cosa sia, forse una vocazione o un resto di amore.
Il mondo di Haxa è infinito e senza fine.
Leggeremo altro su di esso?
Dobbiamo aspettarci qualche altra sorpresa oppure nel futuro ti dedicherai ad altri progetti e storie?
Per me Haxa è la storia di Sophia Aiko e Claire, e si conclude con questi tre volumi. Non avrei mai voluto farlo diventare come le ultime stagioni scari che e stanche delle serie tv famose, che guardi non perché ti piacciano ancora ma solo perché vuoi sapere come finiscono. Ma anche se Haxa finisce qui, è una storia che cambierà tutto quello che farò dopo di lei.
Ringraziamo la casa editrice e Nicolò per la disponibilità e opportunità.
Chi è Nicolò Pellizzon?
Nicolò Pellizzon è nato a Verona nel 1985. Il suo primo libro, Lezioni di Anatomia (Grrrzetic, 2012) ha vinto il Premio Carlo Boscarato al Treviso Comic Book Festival come miglior fumetto italiano. A ottobre 2013 è uscito il volumetto di illustrazioni auto-prodotto Before the Wolves. Ha pubblicato storie a fumetti nelle antologie del gruppo Delebile (Home e Mother, 2012 e 2013) e per l’antologia di Teiera Ten Steps Until Nothing (2011) e ha partecipato alla rivista G.I.U.D.A. Una sua storia è apparsa sulla rivista lettone Kus. Come illustratore collabora con Feltrinelli e ha illustrato Lo strano caso del Dott. Jekyll e del signor Hyde per Il Battello a Vapore.