Recensione Le Figlie di Salem – Thomas Gilbert

Recensione ashura's corner Le Figlie di Salem -  Thomas GilbertOggi mi tocca fare un altro coming out: sin da piccino sono un fan sfegatato del mondo della magia e stregoneria e nel corso della mia vita (ricordiamoci sempre che ho sempre 16 anni dagli anni 90) mi sono imbattuto continuamente in libri, mini racconti, film e telefilm che affrontavano l’argomento.

Ho spaziato dai film più dati fino ad arrivare a quelli più recenti che in chiave moderna, parlavano delle discendenti delle figlie di Salem.

 
Un titolo a caso? 
American Horror Story Coven e Apocalypse
 
Che nonostante i tanti alti e bassi, sono rimasto sempre a bocca aperta su come hanno sviluppato determinati aspetti.
Il graphic novel di oggi mi ha molto stupito e sconcertato perché rivoluziona del tutto l’idea che avevamo delle cosiddette “Figlie di Salem“, ossia di tutte quelle donne che facevano parte della società di Salem, città da dove è nato tutto.
Le Figlie di Salem è un graphic novel, edito Diabolo edizioni, composto da quasi 200 pagine a cura di Thomas Gilbert.

Un tuffo emozionante nel mondo angusto e opprimente della colonia di Salem, nel New England del XVII secolo: Abigail ha quattordici anni ed è una delle vittime dell’oscurantismo, del fanatismo religioso e dell’ignoranza che corrodono la vita della comunità. Tutto inizia quando un ragazzo le regala un piccolo asino di legno…

La protagonista della nostra storia è Abigail, una ragazza che vive all’interno di società opprimente e molto maschilista come quella di Salem. In questa città, contano solo gli uomini, le donne non servono a nulla, le donne non valgono.
Le donne non esistono.
La sua vita è abbastanza tranquilla ed innocente fino a quando il suo corpo non raggiunge la maturità
Da questo momento in poi tutto cambierà e inizierà a vivere in una gabbia invisibile, fatta di privazione, sguardi bassi e nessun contatto col mondo maschile.  È diventata un frutto proibito che l’uomo vuole assaporare.
Recensione ashura's corner Le Figlie di Salem -  Thomas GilbertAbigail non sarà l’unica protagonista del racconto ma ci saranno molti focus on su gran parte delle donne del villaggio, donne diverse tra loro sia per quanto riguarda lo stile di vita che il ceto sociale. Tutte diverse ma unite da un unico filo invisibile: tutte saranno vittime della città.
Ognuna di esse, in modo differente, riceveranno l’odio e la cattiveria del genere maschile che si accaniranno per dar sfogo alla propria rabbia e frustrazione. 
Man mano che la storia prenderà il via ci accorgeremo di quanto possa essere crudele il genere umano e di come si può far male gratuitamente al prossimo per futili e frivoli motivi.
Che cosa hanno fatto queste donne per ricevere tanto odio? Sono delle streghe? Hanno praticato qualche arte oscura?
 
Assolutamente no! 
 
 
Nessuna di esse è una strega. 
 
 
Sono condannate solo perché sono delle donne. 
 
 
Donne che vogliono la libertà, donne che sognano l’indipendenza, donne che vogliono vivere. La vera rivoluzione sta proprio in questo. 
 
 
Le figlie di Salem, sono donne comuni che come altre sognano un futuro migliore, libero da violenze e libero da soprusi e angherie.
Leggendo questo titolo, mi sono sentito come se cadessi in una spirale di odio e violenza senza fine.
Stavo male nel leggere quello che queste donne hanno dovuto subire, in modo totalmente gratuito, per colpa di una società maschilista e patriarcale dettata dalla follia e dall’ignoranza.
Le tavole e le colorazioni trasmettono questo grande senso di inquietudine, soprattutto durante alcuni momenti in cui, gli uomini vengono disegnati come se fossero delle vere e proprie bestie, capaci solamente di distruggere e lacerare le carni del prossimo.
 
Un racconto strepitoso, toccante che cambia del tutto la concezione e l’idea che avevamo sull’argomento. 
Un nuovo modo di approcciarsi alla storia che tutti conoscevamo.  Un colpo al cuore che vi conquisterà.

Chi è Thomas Gilbert?

Thomas Gilbert è un autore di graphic novel del 1983.
Dopo la laurea in arte all’Institut St-Luc a Bruxelles, ha realizzato i suoi primi due volumi, Bjorn le Morphir (con Thomas Lavachery) e Oklahoma Boy.
Lavora a Bruxelles all’Atelier Mille.
Il lavoro di Gilbert ha due “facce”: in team con degli sceneggiatori, realizza fumetti pensati per un pubblico di teenager (Bjorn le Morphir, Odyssée).
Nelle opere destinate a un pubblico adulto, ama invece scandagliare il lato più profondo dei sentimenti del genere umano.

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